giraldi editore

Io non ho sbagliato

Onofrio Pagone
160
12,90
978-88-6155-646-1
2016

Recensione

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A diciassette anni tutto appare bello. Gli occhi nelle nuvole, un “albero della vita” in riva al lago, dove rifugiarsi quando si sente il bisogno di ritagliarsi uno “spazio per due”. Dimenticarsi di tutto, persino del proprio nome perché si è solamente “Amore”. E proprio sotto questo albero ha inizio la storia di una giovane rumena e quella di una nuova vita in grembo. La protagonista, quando scopre di essere incinta, si ritrova sola. Gheorghe, il suo fidanzato, fugge via, lasciandole in mano solo una busta con pochi soldi. Cosa fare? La prospettiva di una nuova felicità si chiama Italia. In un paese vicino a Bari vive la madre della ragazza. Lei desidera solo raggiungerla. La mamma avrebbe capito, l’avrebbe protetta, l’avrebbe aiutata a crescere quel bambino. Con il suo bagaglio di speranze e una grande ostinazione, contro il volere di tutti, la giovane cerca un contatto per lasciare clandestinamente la Romania e arrivare a Bari. Ma la strada è tutta in salita e segnata da colpi di scena: da violenze, da carezze. La protagonista, infatti, si ritrova in un tir in mezzo a tanti altri uomini e donne, “clandestini per legge, non per la felicità”.
Infine, l’arrivo a Bari e l’inizio di altre vicissitudini. Sua madre, d’intesa con un prete e alcune associazioni religiose, la tradisce e fa in modo che il bambino, subito dopo il parto, sia immediatamente avviato all’adozione. Passano anni di angoscia e solitudine alla ricerca del figlio, tra case famiglia e tribunali, infine una decisione coraggiosa che le permetterà di scoprire realmente se stessa e di iniziare una nuova vita.

«Il mare di Bari è un’altra cosa: è quell’orizzonte che traccia una promessa e appare lontano come una linea eterna su cui scrivere i desideri e affidarli al cielo».

Onofrio Pagone (Bari, 1960), giornalista, ha maturato esperienze in giornali quotidiani e periodici, uffici stampa e radio. Per l’agenzia Ansa è stato anche inviato di guerra in Somalia e poi in Albania. Nel ’98 gli è stato conferito al Quirinale il “Premio Saint Vincent di Giornalismo” per i suoi servizi di cronaca sull’esodo biblico di profughi albanesi lungo le coste pugliesi; nel 2006 è stato segnalato come cronista dell’anno al “Premio Michele Campione”, bandito dall’Ordine regionale dei giornalisti di Puglia.
Con la raccolta di racconti Per un giorno (Progedit) ha vinto nel 2010 il premio “Migliore opera prima” al festival nazionale “Il libro possibile” di Polignano a Mare.

Rassegna

 

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