giraldi editore

Lasciate che i pargoli

Storia di presunta educazione cattolica nell’Italietta democristiana

Renato Rizzo
100
9,00
978-88-6155-682-9
2017

Recensione

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Con Lasciate che i pargoli. Storie di presunta educazione cattolica nell’Italietta democristiana, l’autore si propone di ricreare quell’atmosfera sociale e culturale che permeava le varie fasi della sua educazione religiosa; quindi anche di quella, strettamente connessa, sessuale. Gli episodi narrati colgono alcuni passaggi anagrafici da bambino a ragazzo, fino al matrimonio, con la leggera e quasi affettuosa ironia. Il patronato parrocchiale, l’aula del liceo e l’abbazia inglese, sono altrettanti scenari delle tappe della “presunta” educazione cattolica degli anni ’50 e ’60, saldamente basata – soprattutto nel Nordest del Paese – sul binomio inscindibile Chiesa Cattolica/Democrazia Cristiana.
Nella seconda parte gli episodi (assolutamente veri e coperti da anonimato delle persone) hanno come protagoniste figure femminili provenienti da diverse regioni. Anche loro si muovono fra ambienti domestici, centri parrocchiali e dintorni. Si tratta di sei ragazzine in buona misura accomunate da elementi caratteriali di rigogliosa umanità che (ancora una volta!) la “presunta” educazione cattolica si illude di coartare sotto la spessa coltre di bigottismo di quell’epoca lontana. In realtà, inconsapevolmente le modella come delle piccole, stupende, protofemministe. Entrambi i forzati percorsi educativi, sia quello maschile che quello femminile, alla lunga sono sfociati in aree socio-culturali ben diverse da quelle prefigurate dal sopra citato binomio. Si potrebbe obiettare che si tratta di roba d’altri tempi, oggi “rottamata”, per dirla con un termine in auge? Non è detto.

Renato Rizzo, dopo la laurea in Scienze Politiche, è stato funzionario della Camera di Commercio padovana, poi a Roma nella Cgil confederale come responsabile nazionale per i temi della ricerca e dell’innovazione tecnologica (1985-95) e collaboratore della Confederazione Sindacale Europea di Bruxelles. Successivamente, consulente per la Commissione dell’Unione Europea per progetti sulle implicazioni sociali del lavoro a distanza, oltre che per varie amministrazioni pubbliche. Ha partecipato alla stesura del regolamento per il telelavoro nella P.a. in esecuzione della cosiddetta “Bassanini ter” (1998-99). Pubblicista per quotidiani e riviste, coordinatore e partner di numerosi progetti europei sull’impatto sociale dell’innovazione tecnologica, ha tenuto seminari e conferenze in varie università italiane ed estere. Più recentemente, impegnato in iniziative sociali e culturali sui temi dell’immigrazione, ha pubblicato nel 2014 il Manifesto per Padova senza razzismo e discriminazione religiosa, insieme a varie personalità di diversa area culturale e professionale.

 

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